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Alimentazione

in Gravidanza

Alimentazione in Gravidanza

Il corretto apporto dei nutrienti

La gravidanza è un momento speciale ed importante caratterizzato da sintomi differenti che variano da donna a donna. Alcuni di questi sono l’aumento di stanchezza e sonno, l’estremo fastidio per odore e alimenti e la nausea che può manifestarsi nel primo trimestre.

Iperemesi gravidica (nausea)

Il corretto apporto dei nutrienti

L’iperemesi gravidica (nausea) è dovuta alla tempesta ormonale che si verifica nel corpo della donna e che provoca, tra le altre cose, un’alterazione del tubo digerente che protegge da intossicazioni o inquinanti alimentari i momenti più delicati dello sviluppo fetale. Per questi fastidi non esiste una soluzione anche se alcune abitudini alimentari contribuiscono a ridurli:

  1. evitare movimenti bruschi appena sveglie: la rapida variazione di pressione sanguigna aumenta la nausea;

  2. prima di alzarsi dal letto, mangiare biscotti secchi o pane integrale tostato;

  3. fare una piccola colazione a base di cibi solidi e di pochissimi liquidi;

  4. bere il meno possibile durante i pasti, a piccoli sorsi, liquidi non freddi;

  5. evitare alimenti difficili da digerire;

  6. fare uno spuntino a metà mattina.

E’ importante sfatare il mito secondo cui in gravidanza occorre mangiare per due. Il fabbisogno calorico della donna nel primo trimestre rimane invariato. Fondamentale però seguire una dieta varia ed equilibrata ed integrare con acido folico e, se necessario, con ferro.

Secondo trimestre di gravidanza

Saturi e insaturi

Dal secondo trimestre di gravidanza è necessario aumentare l’apporto calorico di 350 Kcal fino ad arrivare ad un aumento di 450 Kcal nell’ultimo trimestre. Tutto ciò perché aumenta la richiesta energetica da parte dell’organismo per poter affrontare e sostenere al meglio la crescita fetale. All’inizio di una gravidanza, quindi, è importante stabilire con il nutrizionista l’aumento di peso consentito che varia a seconda dell’IMC prima della gravidanza. Per una donna normopeso (IMC precedente la gravidanza compreso tra 18,5 e 24,9), ad esempio, l’incremento di peso può essere compreso tra i 10 Kg e i 16 Kg. Stesso discorso non vale per una donna in sovrappeso (IMC precedente la gravidanza compreso tra 25 e 29,9) a cui è consentito un aumento di peso compreso tra i 7 kg e i 13 Kg; o a una donna obesa (IMC uguale o superiore a 30) a cui non è consentito andare oltre i 7 Kg. La donna sottopeso (IMC inferiore a 18,5), invece, può avere un aumento di peso compreso tra i 13 Kg e i 18 Kg.

Iperemesi gravidica (nausea)

Il corretto apporto dei nutrienti

Durante la gravidanza aumenta il fabbisogno di vitamine (A, D, C, B6, B9, B12) e di micronutrienti (calcio, ferro e fosforo). Ecco perché è importante fare una dieta equilibrata ed integrare la vitamina B9 (acido folico) la cui carenza è un fattore di rischio per lo sviluppo di difetti del tubo neurale nel feto. Fondamentali anche gli acidi grassi essenziali (soprattutto omega-3 tra cui i più importanti sono EPA e DHA) sia per la madre sia per la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto.

Iperemesi gravidica (nausea)

Il corretto apporto dei nutrienti

Durante la gravidanza aumenta il fabbisogno di vitamine (A, D, C, B6, B9, B12) e di micronutrienti (calcio, ferro e fosforo). Ecco perché è importante fare una dieta equilibrata ed integrare la vitamina B9 (acido folico) la cui carenza è un fattore di rischio per lo sviluppo di difetti del tubo neurale nel feto. Fondamentali anche gli acidi grassi essenziali (soprattutto omega-3 tra cui i più importanti sono EPA e DHA) sia per la madre sia per la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto.

In gravidanza, inoltre, è importante seguire degli accorgimenti per contrastare l’insorgenza di tossinfezioni. Si raccomanda, quindi, di lavare accuratamente con acqua e bicarbonato frutta e verdura tenendole in ammollo per almeno 15 minuti. Evitare di mangiare cibi crudi o poco cotti in quanto possono veicolare patogeni come Listeria monocytogenes e Toxoplasma gondii e affettati o formaggi freschi o poco stagionati.

Testi scritti da:
Dott.ssa Paola Di Raffaele
Biologa Nutrizionista Centro CMP

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